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Federico Pellegrino 7° e Caterina Ganz 9a nella Sprint Olimpica vinta da Klaebo e Svahn


Si è disputata martedì 10 febbraio in Val di Fiemme la prova Sprint in Tecnica Classica. Il norvegese Johannes Klæbo si conferma campione olimpico della sprint, Linn Svahn guida la tripletta svedese. Confermati i pronostici della vigilia, con Klaebo a precedere Ben Ogden ed il connazionale Oskar Vike e le svedesi a monopolizzare il podio con Svahn, Sundling e Dahlqvist.

Dopo essere stato d’argento in entrambe le tecniche tra PyeongChang 2018 e Pechino 2022, alla quarta sprint olimpica della carriera Federico Pellegrino è settimo, escluso di poco dalla finale, protagonista di una semifinale che coinvolge al maschile anche Simone Mocellini e Simone Daprà e al femminile Caterina Ganz e Federica Cassol.

Quindicesimo in qualificazione, Pellegrino ha sfruttato il primo tempo di ripescaggio per accedere alla seconda semifinale, chiusa nuovamente in terza piazza dietro a Tuz e Vike, con un secondo di troppo per accedere alla finale; appena dietro, sesta piazza per Simone Daprà, dodicesimo. Poco prima, Simone Mocellini si era dovuto arrendere di fronte ad una quotata semifinale, per l’undicesimo posto complessivo; fuori nei quarti Elia Barp.

Solo due decimi separano invece Caterina Ganz dal ripescaggio in finale: la trentina è nona nella classifica finale, dopo aver convinto sia in qualifica (ottavo tempo), sia nel quarto, chiuso nella scia di Svahn. Epilogo analogo per Cassol: la valdostana chiude la seconda semifinale dopo essere stata a sua volta seconda nei quarti; batterie invece amare per Nicole Monsorno e per Iris De Martin Pinter.

“Oggi devo essere contento di questa gara – ha detto Pellegrino – perché, sebbene devo accettare di avere sei atleti davanti a me in classifica, chiudo il mio ciclo olimpico nelle sprint con un’altra semifinale, come avevo cominciato a fare 12 anni fa a Sochi. Sono poi passato per due medaglie e oggi sono rimasto di nuovo lì con i migliori, quasi a potermela giocare per le medaglie. Credo che con le grandi volate del finale, tutti noi abbiamo trasmesso emozioni al pubblico, che è fantastico. Mi spiace non aver lottato per le medaglie, ma sono orgoglioso e fiero della mia gara. Penso che tutti abbiano messo il 100% e questo è quello che siamo chiamati a fare, ancora prima del risultato. La gara di 12 anni fa mi ha dato la spinta per diventare sempre più professionale. Dopo Pechino 2022 ho cambiato completamente il mio approccio allo sport, con l’arrivo dei miei figli, ho deciso di non puntare più a un risultato in una gara, ma ad avere più possibilità in tanti format diversi e penso si sia visto”.

Fonte Fisi

Giancarlo Costa

Snowboarder, corridore di montagna, autore per i siti outdoorpassion.it runningpassion.it snowpassion.it e bici.news. In passato collaboratore della rivista SNOWBOARDER MAGAZINE dal 1996 al 1999, collaboratore della rivista ON BOARD nel 2000. Responsabile tecnico della rivista BACKCOUNTRY nel 2001. Responsabile tecnico della rivista MONTAGNARD e MONTAGNARD FREE PRESS dal 2002 al 2006. Collaboratore della rivista MADE FOR SPORT nel 2006.